11/05/2010
Gordon Brown dà le dimissioni Cameron è il nuovo primo ministro (tratto da La Repubblica.it)
Falliscono le trattative tra laburisti e lib-dem. Il premier uscente lascia Downing Street e il partito. Il leader dei conservatori riceve dalla regina l'incarico a formare il nuovo governo. Verso un esecutivo di coalizione con i liberali
LONDRA - David Cameron, leader dei conservatori, è il nuovo primo ministro britannico. Il vincitore delle elezioni politiche del 6 maggio ha accettato dalla regina Elisabetta II l'incarico per formare un nuovo governo. Il capo dei Tory si è detto intenzionato a formare una "coalizione piena" con i liberaldemocratici per "un governo solido" che "affronti i problemi del paese, primo fratutti il deficit".
L'incarico a Cameron arriva a pochi minuti dalle dimissioni del suo predecessore, il laburista Gordon Brown, che ha lasciato Downing Street dopo aver constatato il fallimento delle trattative tra i suoi emissari e i rappresentanti dei lib-dem. Annunciando il suo addio al fianco della moglie Sarah, Brown ha anche comunicato la rinuncia a ogni incarico all'interno del partito laburista, che guidava dalle dimissioni di Tony Blair nel giugno 2007.
Che ogni possibilità di accordo tra laburisti e lib-dem fosse tramontata, era apparso chiaro quando nel pomeriggio Vince Cable, numero due del partito di Nick Clegg, aveva parlato di un'intesa con i Tory "molto vicino a essere conclusa". Dopo un febbrile, ma breve, rincorrersi di ammissioni, smentite e precisazioni, Brown ha gettato la spugna.
Prima di andare dalla Regina, a Buckingham Palace, il premier britannico dimissionario ha ringraziato il Paese, lo staff, "ma soprattutto mia moglie Sarah per il suo amore e per il sevrizio che ha reso al Paese". Brown è poi andato a prendere i due figli all'interno dell'ufficio di Downing Street.
"Ho fatto questo lavoro non per il privilegio o il prestigio che ne deriva ma per la possibilità di servire le persone", ha detto Brown visibilmente emozionato nel suo addio, che ha voluto quindi rendere omaggio alle truppe impegnate in Afghanistan. Egli ha quindi fatto i suoi auguri al successore: costituzionalmente egli "consiglierà" il nome di Cameron alla regina. Brown si è allontanato da Downing Street con la moglie e i figli John e Fraser.
La prima a dare notizia dell'accordo per il governo di colazione tra conservatori e liberaldemocratici è stata la Bbc. Jon Pienaar, corrispondente politico di Bbc Radio 5, rivela che Downing Street, presenti lo stesso Brown e alcuni ministri, riconosce che i colloqui dei laburisti con la formazione guidata da Clegg "non hanno raggiunto nè raggiungeranno una conclusione positiva". Fonti laburiste fanno sapere che "i colloqui con i Lib-dem non sono mai decollati".
I mercati hanno accolto positivamente la soluzione della crisi di governo: intorno alle 16 locali (le 17 italiane), non appena hanno cominciato a circolare le voci del fallimento della trattativa fra Labour e Lib-dem, la sterlina è salita in breve da 1,4790 dollari a 1,4933. L'indice principale della borsa di Londra, che perdeva 1,99%, è improvvisamente risalito a -0,8%. I rendimenti dei titoli di stato a dieci anni sono scesi a 3,869% dopo un massimo di 4,024%.
tratto da Repubblica.it
22:44 Scritto da: cicciodavolos in esteri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: brown;cameron; | OKNOtizie |
Facebook
01/01/2010
DISCORSO DI FINE ANNO PRESIDENTE NAPOLITANO
Crisi economica, lavoro, unità della nazione e giovani nel discorso di Napolitano
"Fatto un grande sforzo. Va garantito un futuro alle nuove generazioni"
Napolitano: "Il paese è unito
adesso riforme condivise"(tratto da Repubblica.it)
"La sicurezza non sia pretesto per chi nega accoglienza con odiose preclusioni"
di GIOVANNI GAGLIARDI
ROMA - Occupazione, coesione nazionale, giovani, riforme, solidarietà. Giorgio Napolitano, nel messaggio di fine anno - il quarto del suo settennato - ha messo al centro i grandi e complessi temi sui quali la politica si troverà a dover dare delle risposte a breve. Ha anche espresso solidarietà al premier Silvio Berlusconi e rivolto un pensiero alle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo e a quelle colpite dalle ultime alluvioni, eventi tragici nei quali tuttavia il paese ha saputo dare prova, a suo giudizio, di grande solidarietà. Ha parlato 19 minuti, 4 più dell'anno scorso. Ha invitato alla fiducia e alla speranza nelle capacità del Paese di mostrasi più unito, di reagire alle difficoltà. Un discorso che ha subito ottenuto l'apprezzamento bipartisan da vertici istituzionali e dai rappresentanti dei partiti.IL TESTO INTEGRALE DEL MESSAGGIO
Le riforme. Il presidente ha rivolto l'ennesimo appello a un clima sereno che permetta l'avvio di una nuova stagione di riforme, quelle - ha ricordato - di cui ha bisogno il Paese "perché da esse dipende lo sviluppo del paese e un più efficace funzionamento dello Stato al servizio dei cittadini". Non sono, dunque, "seconde alle riforme economiche e sociali e non possono essere bloccate da un clima di sospetto tra le forze politiche, e da opposte pregiudiziali".
La fiducia nel nuovo anno. E' stato anche un messaggio di fiducia, dopo un anno caratterizzato dalla più grande crisi economica degli ultimi 80 anni, e all'inizio di un anno nuovo sul quale peseranno le conseguenze della recessione. "Un grande sforzo è stato compiuto e risultati importanti sono stati raggiunti al livello mondiale", ha detto Napolitano, sottolineando l'impegno internazionale e il ruolo che ha avuto l'Italia "con il grande incontro del luglio scorso all'Aquila, e ha per suo conto compiuto un serio sforzo".
Crisi e occupazione. Quanto alla crisi economica, il capo dello Stato ha voluto sottolineare che "si è fatto non poco per salvaguardare il capitale umano, ma hanno pagato, in centinaia di migliaia, i lavoratori a tempo determinato i cui contratti non sono stati rinnovati e le cui tutele sono rimaste deboli o inesistenti ; e indubbia è oggi la tendenza a un aumento della disoccupazione, soprattutto di quella giovanile".
Le famiglie in sofferenza. Il presidente si è soffermato sulle ristrettezze imposte dalla crisi. Dalle famiglie e dal ceto medio impoverito alle piccole e medie imprese in sofferenza. "Le indagini condotte anche in Parlamento - ha osservato - ci dicono che nel confronto internazionale elevato è in Italia il livello della disuguaglianza e della povertà. Le retribuzioni dei lavoratori dipendenti hanno continuato ad essere penalizzate da un'alta pressione fiscale e contributiva; più basso è il reddito delle famiglie in cui ci sono occupati in impieghi "atipici", comunque temporanei".
Il Mezzogiorno. Anche il Sud nel cuore del messaggio. "L'economia italiana deve crescere di più e meglio che negli ultimi quindici anni: ecco il nostro obbiettivo fondamentale". A questo scopo, "deve crescere molto più fortemente il Mezzogiorno. Solo così, crescendo tutta insieme l'Italia, si può dare una risposta ai giovani che s'interrogano sul loro futuro".
Questione sociale e riforme. Servono politiche di ampio respiro per rilanciare il sistema Paese, per le quali è necessario un confronto sereno e serrato tra le forze politiche. "Più crescita, più futuro per i giovani, più equità sociale. Sappiamo che a tal fine ci sono riforme e scelte da non rinviare: proprio negli scorsi giorni - ha ricordato Napolitano - il governo ne ha annunciato due su temi molto impegnativi, la riforma degli ammortizzatori sociali e la riforma fiscale".
La riforma fiscale. E proprio la riforma del fisco è "assolutamente cruciale, non si può fare con rattoppi, ma con analisi e una proposta d'insieme" e insieme si deve affrontare "il problema durissimo del debito pubblico". Ma per mettere mano alle riforme, compresa quelle della seconda parte della Costituzione e della giustizia, è "essenziale - ha ricordato il capo dello Stato - che siano sempre garantiti equilibri fondamentali tra governo e Parlamento, tra potere esecutivo, potere legislativo e istituzioni di garanzia, e che ci siano regole in cui debbano riconoscersi gli schieramenti sia di governo sia di opposizione".
Richiamo all'etica. E non è un caso che, all'indomani dell'aggressione di poche settimane fa subita da Berlusconi, Napolitano abbia detto a chiare lettere che non si deve indulgere né alle tentazioni di dare scossoni extraparlamentari al governo, né a teorie complottistiche che avrebbero come unico effetto quello di avvelenare il clima. "Si dovrebbero ormai, da parte di tutti - ha ribadito - contenere anche nel linguaggio pericolose esasperazioni polemiche, si dovrebbe contribuire a un ritorno di lucidità e di misura nel confronto politico".
La coesione. Napolitano ha rivolto un appello al governo e ai partiti per fare di più per rispondere alle difficoltà economiche in un clima di coesione utile ad avviare le riforme economiche e istituzionali di cui l'Italia ha forte necessità. Ed è tornato ad auspicare un maggiore clima di collaborazione e di serenità: "A questo bisogno debbono corrispondere tutti coloro che hanno responsabilità elevate nella politica e nella società".
La sicurezza non sia pretesto per i razzismi. Sì alla sicurezza, a una maggiore "comprensione e accoglienza verso gli stranieri che vengono in Italia, nei modi e nei limiti stabiliti, per svolgere un onesto lavoro o per trovare rifugio da guerre e da persecuzioni". Le politiche volte ad affermare la legalità "e a garantire la sicurezza, pur nella loro severità, non possono far abbassare la guardia contro razzismo e xenofobia, né possono esser fraintese e prese a pretesto da chi nega ogni spirito di accoglienza con odiose preclusioni".
Le carceri. A sorpresa ha poi rivolto un pensiero ai detenuti "in carceri terribilmente sovraffollate, nelle quali non si vive decentemente, si è esposti ad abusi e rischi, e di certo non ci si rieduca".
Obama. Infine Napolitano ha guardato con preoccupazione alla minaccia del terrorismo ma, ha anche ricordato che "nuove luci per il nostro comune futuro sono venute dall'America e dal suo giovane presidente, sono venute da tutti i paesi che si sono impegnati in un grande processo di cooperazione e riconciliazione, sono venute dalla nostra Europa, che ha scelto di rafforzare, con nuove istituzioni, la sua unità e rilanciare il suo ruolo, offrendo l'esempio della nostra pace nella libertà".
12:47 Scritto da: cicciodavolos in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
31/12/2009
Addio 2009, Benvenuto 2010
Il 2009 è finito e adesso arriva il 2010 sperando che sia l'anno ricco di soddisfazioni e di felicità per tutti e su tutti i fronti.
Se ne va l'anno del mio 1°maggio a Roma, della mia patente, della mia veglia e dell'estate più emozionante della mia vita.
Il 2009 porta via con sé i successi del Barcellona che centra 6 trofei su 6 disponibili, di Leo Messi trascinatore del Barça e vincitore del Pallone d'oro ed del Fifa Word Player, la campagna acquisti più onerosa della storia del calcio fatta dal Real Madrid di Florentino Perez, i record mondiali di Federica Pellegrini e di Usai Bolt, il 9° titolo di Valentino Rossi e la sua emozionante lotta contro Jorge Lorenzo, il domino Brawn Gp e di Button in Formula 1, le vittorie dell'Italvolley e dell'Italtennis femminili che regalano all'Italia rispettivamente il Word Grand Champions Cup e la Fed Cup, la qualificazione mondiale dell'Italia ai Mondiali 2010, gli esordi in panchina di Ciro Ferrara alla Juve, di Leonardo al Milan e di Pep Guardiola al Barça ed i ritorni di Roberto Bettega alla Juve , del 7 volte Campione del Mondo Michael Schumacher in Formula 1 alla guida della Mercedes Gp, di Roberto Mancini alla guida del Manchester City e di Luca Toni alla Roma.
Questo è stato anche l'anno delle partente dal nostro calcio con Kakà che lascia il Milan per il Real Madrid, di Ibrahimovic che lascia l'Inter per il Barça e dei tecnici Spalletti e Ancelotti che lasciano rispettivamente Roma e Milan per allenare Zenit San Pietro Burgo e Chelsea.
Inoltre quest'anno segna anche delle delusioni dal crollo della Juve in Champions alla delusione Ferrari in formula 1, sperando che il 2010 porti loro tante soddisfazioni.
Se ne va anche l'anno dell'insediamento di Obama, della sua riforma sanitaria e del suo premio Nobel per la Pace, dell'accordo Fiat-Chrysler, della vittoria di Bersani alle primarie del Pd, delle elezioni europee che hanno visto la tenuta del Pd sotto la guida Franceschini, dell'uscita di Rutelli dal Pd, degli scandali che hanno colpito oramai ex governatore della regione Lazio Piero Marrazzo e l'attuale sindaco di Palermo Diego Cammarata, delle bocciature del lodo alfano e della riforma gelmini bocciate rispettivamente dalla Corte Costituzionale e dal Consiglio di Stato, dei continui attacchi agli Organi della Repubblica fatte dal Presidente del Consiglio Berlusconi, dell'aggressione subita da Berlusconi a Milano, del vertice clima di Copenhagen che ha non ha prodotto nulla, del referendum sulla riforma elettorale, della 3 terza giunta Lombardo in Sicilia nell'arco di 1anno e mezzo che ha visto l'ingresso del Pd ed infine il 20° anniversario della caduta del muro di Berlino.
Ma il 2009 segna purtroppo il terremoto che ha colpito l'Abruzzo il 6 aprile 2009 una scossa di magnitudo del 5.8 della scala Richter ha devastando l'Aquila provocando oltre 150 morti e numerosi feriti e all'alluvione che ha colpito Giampilieri (ME) dove ha provocato numerosi danni e oltre 20 morti e altrettanti feriti.
Il 2009 è stato anche l'anno degli addii al Re del Pop Michael Jackson e al Re della Televisione Italiana Mike Buongiorno.
Dal 2010 mi aspetto l'ammissione e la promozione agli esami di maturità, che l'Italia abbia le riforme di cui ha bisogno, che la Sicilia abbia un ruolo da protagonista, che la Juve e la Ferrari tornino ad essere quelle che tutti conosciamo, che la Nazionale di Lippi si affermi ai Mondiali di Sudafrica e che il Pd crei finalmente la vera alternativa a Berlusconi.Adesso attendo con pazienza il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al quale auguro un felice anno nuovo. Auguri a Tutti, Buon 2010.
18:28 Scritto da: cicciodavolos in Bilancio 09 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook



